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Nicomedia
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mwdgmwdwNicomedia era un'antica città dell'mweaAnatolia (dal mweqgreco mwegΝικομήδεια, oggi la moderna mwewİzmit in mwfaTurchia). Fu fondata attorno al mwfq712/mwfg711 a.C. come mwfwcolonia mwgamegarese con il nome di mwgqAstacus. Dopo la sua distruzione ad opera di mwggLisimaco fu ricostruita intorno al mwgw264 a.C. dal mwhare ellenistico mwhqNicomede I, che le diede il nome.
Contents
• Storia
• Resti
• Note
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Storia
Al tempo dei Seleucidi (264-64 a.C.)
Nicomedia fu fondata nel mwja264 a.C. dal re mwjqNicomede I, mwjgre di Bitinia, vicino al sito dell'antica città di mwjwAstacos, colonia di mwkaMegara, poi distrutta da mwkqLisimaco. Qui mwkgAnnibale trascorse i suoi ultimi anni (attorno al mwkw183 a.C.), suicidandosi nei pressi di mwlamwlqLibyssa (mwlgGebze).cite-ref-1[1] Qui a mwmwNicomedia si rifugiò mwnaPrusia II, mwnqre di Bitinia dal mwng181 a.C., il quale, dopo essersi scontrato tra il mwnw156 e il mwoa154 a.C. con mwoqAttalo II, mwogre di Pergamo, era stato costretto da mwowRoma a rinunciare alle proprie conquiste, oltre a pagare un pesante tributo. A mwpaNicomedia egli fu ucciso presso il tempio di Giove nel mwpq149 a.C. dal figlio mwpgNicomede II, che Prusia aveva tentato di escludere dalla successione.cite-ref-2[2]
Nell'mwra85 a.C. il mwrqconsolare mwrgLucio Valerio Flacco fu costretto a fuggire da mwrwBisanzio ed a rinchiudersi a mwsaNicomedia, dove poco dopo fu raggiunto dal rivoltoso mwsqGaio Flavio Fimbria, il quale lo fece catturare e decapitare, gettando la sua testa in mare e lasciando il corpo senza sepoltura.cite-ref-3[3] Nel corso della mwtgterza guerra mitridatica, mwtwMitridate VI si rifugiò nella città di mwuaNicomedia con parte della flotta, mentre il generale romano mwuqLucio Licinio Lucullo stava assediando mwugLampsaco (nel mwuw73 a.C.).cite-ref-4[4] mwwaSesto Pompeo dopo essere stato sconfitto nella mwwqbattaglia di Nauloco dalle forze navali di mwwgMarco Vipsanio Agrippa, generale di mwwwOttaviano, si rifugiò in Oriente, dove chiese aiuti finanziari e militari dalle città di mwxaNicea e mwxqNicomedia, ottenendoli (nel mwxg36-mwxw35 a.C.).cite-ref-5[5]
Epoca romana (64 a.C.-395 d.C.)
Lo storico mwaaArriano nacque in questa città. Nel mwaq64 a.C. divenne capitale della provincia di mwagBitinia e Ponto. La città fu probabilmente visitata dall'Imperatore mwawMarco Aurelio nel corso del suo viaggio in Oriente del mwba175-mwbq176,cite-ref-6[6] a seguito della ribellione di mwcgAvidio Cassio;cite-ref-7[7] dall'Imperatore mwdwSettimio Severo durante il periodo delle mweacampagne partiche degli anni mweq197-mweg198.cite-ref-8[8] Vi trascorse l'inverno del mwfw214/mwga215 l'imperatore mwgqCaracalla in vista delle mwggcampagne contro i Particite-ref-9[9] e pochi anni più tardi anche mwhwElagabalo nel mwia218/mwiq219.cite-ref-10[10] Ancora potrebbe essere stata visitata dall'Imperatore mwjgGordiano III durante il periodo delle mwjwcampagne sasanidi degli anni mwka242-mwkq244.cite-ref-11[11]
Nel mwlw256 una nuova invasione di mwmaGoti percorse il mwmqMar Nero via mare, avanzando fino al mwmglago di Fileatina (l'attuale Durusu) ad occidente di mwnaBisanzio.cite-ref-12[12] Da qui proseguirono fin sotto le mura di mwoqmwogCalcedonia. Molte altre importanti città della mwowBitinia, come mwpaPrusa, mwpqApamea e mwpgCio furono saccheggiate dalle armate gotiche, mentre mwpwNicomedia e mwqamwqqNicea furono date alle fiamme.cite-ref-13[13] Pochi anni più tardi, nel mwrg261-mwrw262, la città fu nuovamente devastata ed incendiata da un'invasione di armate gotiche.cite-ref-14[14]
Qui fu elevato al rango di mwtqmwtgAugusto, mwtwDiocleziano il 20 novembre del mwua284, tanto che lo stesso la scelse come una delle sue capitali del mwuqnuovo sistema tetrarchico della mwugparte orientale dell'Impero per la sua posizione strategica, nelle vicinanze dello mwuwstretto dei Dardanelli e del mwvaBosforo. E infatti sotto Diocleziano venne molto arricchita e nel mwvq305 vi fu costruito un mwvgippodromo, un anno dopo i mwvwmwwaDecennalia di regno.cite-ref-15[15] Nel mwxq311 la città vide promulgare un mwxgeditto di tolleranza verso i mwxwCristiani.cite-ref-16[16] Tale editto concedeva una indulgenza ai Cristiani, ovvero i cittadini che avendo "assecondato un capriccio erano stati presi da follia e non obbedivano più alle antiche usanze". Il documento affermava che:
«
in nome di tale indulgenza, essi farebbero bene a pregare il loro Dio per la Nostra salute, per quella della
Repubblica
e per la loro città, affinché la Repubblica possa continuare ad esistere ovunque integra e loro a vivere tranquilli nelle loro case.
»
Il 25 luglio del mwzw325 furono, invece, celebrati i mw0amw0qDecennalia di mw0gCostantino I, in occasione dei suoi vent'anni di regno.
Perse il ruolo di centro dell'Impero nel mw1a330, con il trasferimento della capitale a mw1qCostantinopoli, sebbene Costantino I morisse in una villa imperiale non molto distante da Nicomedia nel mw1g337.cite-ref-17[17] Qui si trasferì mw2wCostanzo Gallo nel settembre del mw3a354.cite-ref-18[18] Fu distrutta da un mw4qterremoto nella primavera del mw4g357,cite-ref-19[19] pochi anni prima che qui vi facesse visita l'imperatore mw5wFlavio Claudio Giuliano (inizi del mw6a362).cite-ref-20[20] Ecco come viene descritta la città e le sue rovine, dallo storico mw7qAmmiano Marcellino, contemporaneo agli eventi:
«[...] dopo aver attraversato lo stretto [...] venne a
Nicomedia
, città famosa fin dall'antichità, che fu tanto ampliata dagli imperatori precedenti con un gran numero di edifici pubblici e privati, tanto da essere considerata da buoni giudici, come una delle regioni, per così dire, della
Città Eterna
.
Quando [Giuliano] vide che le sue mura erano sprofondate in un mucchio di cenere pietose, mostrò la sua angoscia con lacrime silenziose e si diresse verso il palazzo imperiale con passo lento: in particolare, pianse sullo stato miserabile della città, perché il senato ed il popolo, che in precedenza era stato in una condizione più fiorente, gli andava incontro vestito a lutto. E alcuni di essi egli riconobbe, quando egli era stato portato in quella città, al tempo del vescovo
Eusebio
, di cui egli era lontano parente. Avendo anche qui, in un modo simile e generosamente [a ciò che aveva fatto in altre città], sistemate molte cose che erano necessarie per riparare i danni causati dal terremoto, si diresse verso
Nicea
.»
(Ammiano Marcellino, Storie, XXII, 9.3-5.)
Poco dopo la città fu distrutta nuovamente da un altro terremoto il 2 dicembre del mw9q362.cite-ref-22[22] Nel mw-gV secolo fu un centro dell'mw-warianesimo. Della città antica oggi resta solo qualche rovina del Palazzo imperiale di Diocleziano, tracce dell'acquedotto, una fontana del mw-aII secolo e resti nelle vicinanze del porto.
Il 24 agosto del mw-g358, un terribile terremoto provocò ampi danni alla città, a cui seguì un devastante incendio che ne completò la distruzione. mw-wNicomedia fu ricostruita, anche se su scala più ridotta.
Archeologia della città romana
Nicomedia fu centro per la lavorazione del mwaqqmarmo mwaqubitinio e seppure tra le rovine, ci sono rimaste numerose testimonianze del periodo mwaqydioclezianeo e mwaqctetrarchico, come i bagni di mwaqgCaracalla, ingranditi da mwaqkDiocleziano quando elesse mwaqoNicomedia a sua capitale in Oriente.cite-ref-23[23] Fu inoltre costruito un mwaq8circo, inaugurato un anno dopo i mwaramwarevicennalia di regno di mwariDiocleziano (vent'anni, festeggiati il 20 novembre del mwarm304), come ci racconta anche lo stesso mwarqLattanzio:cite-ref-24[24]
«[...] a Nicomedia c'era una
basilica
, un circo, una
zecca
, una fabbrica di armi, una casa per sua moglie e una per la figlia. Improvvisamente egli fece abbattere una gran parte della città.»
(Lattanzio. De mortibus persecutorum, XVII, 4.)
Epoca bizantina (395-1337)
Nel mwascVI secolo, sotto l'imperatore mwasgGiustiniano, la città tornò ad essere ampliata con nuovi edifici pubblici. Posizionata sulla strada che conduceva alla capitale mwaskCostantinopoli, la città rimase un importante centro militare, giocando un ruolo importante nelle campagne tra l'mwasoImpero bizantino ed i vicini mwassArabi.
Dall'mwas0840 in poi, mwas4Nicomedia divenne la capitale della mwas8thema mwataOptimaton seppure la popolazione continuasse ad invecchiare e la città venisse gradualmente abbandonata, come viene descritto dal geografo arabo, mwateIbn Khordadbeh. L'insediamento andava così progressivamente restringendosi fino a limitarsi alla sola cittadella in collina. Nel mwati1080, la città servì come base militare ad mwatmAlessio I per le sue campagne contro i mwatqturchi Selgiuchidi, durante la mwatuprima e la mwatyseconda crociata. La città rimase nel possesso dell'mwatcImpero latino tra il mwatg1204 ed il mwatk1240, quando fu recuperato da mwatoGiovanni III Vatatze. Rimase così sotto il controllo dell'mwatsImpero bizantino per più di un secolo, ma dopo la sconfitta bizantina nella mwatwbattaglia di Bafeo del mwat01302, rimase sotto la continua minaccia delle mwat4armate ottomane. La città fu assediata per due volte da parte degli Ottomani (nel mwat81304 e mwaua1330) prima di mwauesoccombere definitivamente nel mwaui1337.
Resti
Le rovine di Nicomedia sono sepolte sotto la moderna città densamente popolata di İzmit, cosa che ha ampiamente ostacolato lo scavo completo. Prima che si verificasse l'urbanizzazione del XX secolo, si potevano vedere rovine selezionate della città di epoca romana, in particolare sezioni delle mura difensive romane che circondavano la città e molteplici acquedotti che un tempo fornivano l'acqua di Nicomedia. Altri monumenti includono le fondamenta di un mwaukninfeo in marmo del II secolo d.C. in via Istanbul, una grande cisterna nel cimitero ebraico della città e parti del muro del porto.cite-ref-25[25]
Il terremoto di İzmit del 1999, che ha seriamente danneggiato la maggior parte della città, ha portato anche a importanti scoperte dell'antica Nicomedia durante la successiva rimozione dei detriti. È stata scoperta una ricchezza di statue antiche, comprese le statue di Ercole, Atena, Diocleziano e Costantino.cite-ref-0-26-0[26]
Negli anni successivi al terremoto, la Direzione culturale provinciale di Izmit si è appropriata di piccole aree per lo scavo, tra cui il sito identificato come Palazzo di Diocleziano e un vicino teatro romano. Nell'aprile 2016 è stato avviato uno scavo più ampio del palazzo sotto la supervisione del mwavuMuseo di Kocaeli, che ha stimato che il sito copre mwavy60000 metri quadrati.cite-ref-0-26-1[26]
Note
cite-note-11. ↑ mwawePlinio il Vecchio, mwawimwawmHistoria naturalis, V, 148; mwawqAmmiano Marcellino, mwawuStorie, XXII, 9.3.
cite-note-22. ↑ mwawkAppiano di Alessandria, mwawoGuerre mitridatiche, I, 7.
cite-note-33. ↑ mwaw4Appiano di Alessandria, mwaw8Guerre mitridatiche, VIII, 52.
cite-note-44. ↑ mwaxmAppiano di Alessandria, mwaxqGuerre mitridatiche, XI, 76.
cite-note-55. ↑ mwaxgAppiano di Alessandria, mwaxkGuerre civili, XIV, 139.
cite-note-77. ↑ mwayqCassio Dione Cocceiano, mwayuStoria romana, LXXII, 17-31.
cite-note-88. ↑ TAM-4-1, 13.
cite-note-99. ↑ mwaywCassio Dione Cocceiano, mway0Storia romana, LXXVIII, 18-19; LXXIX, 8.4.
cite-note-1010. ↑ mwazemwaziHistoria Augusta - mwazmAntoninus Heliogabalus, 5.1; mwazqCassio Dione Cocceiano, mwazuStoria romana, LXXX, 6; 7.3; 8.3.
cite-note-1212. ↑ Southern, p. 223.
cite-note-1313. ↑ Zosimo, mwaamStoria nuova, I, 35; Mazzarino, p. 526-527; Grant, p. 223-224.
cite-note-1414. ↑ mwaacmwaagHistoria Augusta - mwaakDue Gallieni, 4.7-8.
cite-note-1717. ↑ mwabkmwaboAnnales Valesiani, 6.35.
cite-note-1818. ↑ mwab4Papyri Laurentius, 169.
cite-note-1919. ↑ mwaciAmmiano Marcellino, mwacmStorie, XVII, 7.1.
cite-note-2020. ↑ mwaccAmmiano Marcellino, mwacgStorie, XXII, 9.3.
cite-note-211. In questo punto Ammiano considera che Nicomedia potesse essere considerata la 15ª regione della Roma di mwacwAugusto.
cite-note-2222. ↑ mwadaAmmiano Marcellino, mwadeStorie, XXII, 13.5.
cite-note-2525. ↑ mwaei(mwaemmwaeqEN) William L. MacDonald, mwaeumwaeyNICOMEDIA NW Turkey., in mwaecThe Princeton Encyclopedia of Classical Sites, Princeton University Press, 1976.
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Bibliografia
Fonti primarie
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• mwaf8Appiano di Alessandria, mwagaGuerre mitridatiche e mwageGuerre civili.
• mwagmCassio Dione Cocceiano, mwagqStoria romana, LXXII.
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• mwag8Papyri Laurentius.
• mwahePlinio il Vecchio, mwahimwahmHistoria naturalis, V.
• mwahuZosimo, mwahyStoria nuova, I.
Letteratura storiografica
• mwahw(EN) Michel Grant, Gli imperatori romani, storia e segreti, Roma, 1984, ISBN 88-541-0202-4.
• mwah4Santo Mazzarino, L'impero romano, Bari, 1973, ISBN 88-420-2377-9, e.
• mwaia(EN) Pat Southern, The Roman Empire: from Severus to Constantine, Londra & New York, 2001, ISBN 0-415-23944-3.
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Nicomedia
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itNicomedia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRoberto Paribeni, NICOMEDIA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefdizionario-di-storiaNicomedia, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
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• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaN. Bonacasa, NICOMEDIA, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1963.